Ciao, Mario Rossi

Newsletter

resta aggiornato su tutte le novità

Newsletter

resta aggiornato su tutte le novità

Sei un avvocato serio e preparato? Vuoi lavorare con noi? Inserisci i dati e sottoponi la tua candidatura​

Logaster-1-facebook-highlighted-1200px

Blog - articolo

 

Come iniziare

a vendere online

Termini e condizioni 


Le consulenze legali online offerte da Digital Avvocato sono soggette a Termini e Condizioni
Ti preghiamo di prenderne visione prima di usufruirne dei nostri servizi.

Privacy Policy  - Cookie Policy

Termini e condizioni 


Le consulenze legali online offerte da Digital Avvocato sono soggette a Termini e Condizioni
Ti preghiamo di prenderne visione prima di usufruirne dei nostri servizi.

Privacy Policy  - Cookie Policy

Eventuale preventiva autorizzazione

Un primo quesito da porsi è se sia necessario ottenere un’autorizzazione per effettuare il commercio elettronico..

L’Unione europea, con la direttiva 31/2000 (cd. Direttiva sul commercio elettronico), recepita dall’ordinamento italiano con D.lgs. 70/2003, ha affermato il principio dell’assenza di autorizzazione preventiva (articolo 4 della Direttiva), o di altra autorizzazione equivalente.

Obiettivo dell’Unione, tramite il divieto di sottoporre ad autorizzazione preventiva l’esercizio del commercio in forma elettronica, è di incrementarne l’utilizzo in generale incoraggiando il commercio tra gli Stati dell’Unione, al fine di creare un mercato unico europeo.

Tuttavia, per alcune tipologie di beni, ciò è necessario, poiché l’interesse alla libera circolazione dei servizi viene a scontrarsi con altri diritti fondamentali, quali la pubblica sicurezza, la tutela dei minori e la salute pubblica.

PRIORITARIAMENTE dunque l’imprenditore che intenda effettuare commercio elettronico deve informarsi se per il particolare prodotto o servizio che intenda vendere, sia necessario ottenere preventivamente un’autorizzazione o altro provvedimento analogo ( es . attività bancarie e assicurative, vendita di alimenti destinati al consumo umano)

 

Le indicazioni generali obbligatorie

Per effettuare commercio elettronico, è necessario mettere a disposizione del consumatore o dell’utente alcune informazioni, in aggiunta agli obblighi informativi previsti per specifici beni e servizi. 

Il D.lgs. 70/2003 elenca all’articolo 7 le indicazioni generali obbligatorie: il prestatore “deve rendere facilmente accessibili, in modo diretto e permanente, ai destinatari del servizio e alle Autorità competenti le seguenti informazioni:

1. il nome, la denominazione o la ragione sociale;

2. il domicilio o la sede legale;

3. gli estremi che permettono di contattare rapidamente il prestatore e di comunicare direttamente ed 1. 4. efficacemente con lo stesso, compreso l’indirizzo di posta elettronica;

5. il numero di iscrizione al repertorio delle attività economiche, REA, o al registro delle imprese;

6. gli elementi di individuazione nonché gli estremi della competente Autorità di vigilanza qualora un’attività sia soggetta a concessione, licenza od autorizzazione;

per quanto riguarda le professioni regolamentate:

• l’ordine professionale o istituzione analoga, presso cui il prestatore sia iscritto e il numero di iscrizione;

• il titolo professionale e lo Stato membro in cui è stato rilasciato;

• il riferimento alle norme professionali e agli eventuali codici di condotta vigenti nello Stato membro di stabilimento e le modalità di consultazione dei medesimi;

7. il numero della partita IVA o altro numero di identificazioneconsiderato equivalente nello Stato membro, qualora il prestatore eserciti un’attività soggetta ad imposta;

8. l’indicazione, in modo chiaro e inequivocabile, dei prezzi e delle tariffe dei diversi servizi della società dell’informazione forniti, evidenziando se comprendono le imposte, i costi di consegna ed altri elementi aggiuntivi da specificare;

1. l’indicazione delle attività consentite al consumatore e al destinatario del servizio e gli estremi del contratto qualora un’attività sia soggetta ad autorizzazione o l’oggetto della prestazione sia fornito sulla base di un contratto di licenza d’uso”.

 

Gli obblighi derivanti dal Codice del consumo

il terzo comma dell’articolo 5 del Codice del consumo, D.lgs. 206/2005: “Le informazioni al consumatore, da chiunque provengano, devono essere adeguate alla tecnica di comunicazione impiegata ed espresse in modo chiaro e comprensibile, tenuto anche conto delle modalità di conclusione del contratto o delle caratteristiche del settore, tali da assicurare la consapevolezza del consumatore.”

 

La Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA)

Per effettuare commercio elettronico è necessario, ai sensi dell’art. 18 del D.lgs. 114/98 (Vendita per corrispondenza, televisione o altri sistemi di comunicazione), effettuare la previa comunicazione al Comune nel quale l’esercente ha sede legale o residenza (se persona fisica). Oggi, tale comunicazione è stata modificata e denominata SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) ,

Qualora s’intenda orientare il commercio elettronico verso altro Stato comunitario, è inoltre necessario effettuare l’iscrizione all’archivio Vies (VAT information exchange system).

Per questi aspetti è necessario rivolgersi ad un commercialista o all’Agenzia delle Entrate onde evitare di incorrere in sanzioni.


Michele Calligaro Via Latisana 10 Zugliano Pozzuolo del Friuli UD P.Iva 02312610302 Cod. Fiscale cllmhl66m01l483e

Create a FREE Website